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  (cod.5952) Fisco e cyberfisco: dalla carta ai bit. Casi e questioni  

A cura di: IWA/HWG
Relatore: Attanasio Antonio  
Categoria : Seminari e-Academy 2007
Area: Operatori di Canale e IT Manager
Data : 13:30

La normativa fondamentale che regola la smaterializzazione delle scritture contabili e la fatturazione elettronica è contenuta nel D.M. MEF 23 gennaio 2004, che disciplina le modalità di attuazione degli obblighi fiscali inerenti ai documenti informatici e alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto ottico o altro tipo di supporto idoneo, e nel D.Lgs. 20 febbraio 2004 n. 52, che costituisce attuazione della direttiva 2001/115/CE che semplifica ed armonizza le modalità di fatturazione in materia di IVA.
Dal 2004 quindi le imprese e i professionisti possono smaterializzare tutto il flusso cartaceo che viene prodotto dalle attività di impresa e professionali e possono inoltre regolare in via "digitale" la documentazione contabile relativa ai rapporti con clienti e fornitori.
Cosa cambia per le imprese e i professionisti? La svolta rispetto al precedente sistema "cartaceo" è epocale sotto molteplici aspetti, il più rilevante dei quali, per via della valenza di componente negativo di reddito e elemento di spesa, è l'eliminazione degli enormi oneri di acquisizione, estione e conservazione della documentazione cartacea.
Altro aspetto rilevante è la velocizzazione dell'attività documentale nell'ambito dei rapporti con i clienti e i fornitori. Più defilato ma di enorme rilievo è l'aspetto della "emersione" del sistema gestionale, inteso in senso lato per ricomprendervi non solo il software che gestisce la contabilità generale delle imprese, ma anche quello degli studi professionali.
Il sistema gestionale era infatti tradizionalmente di mero servizio alla produzione di documenti richiesti dalle norme del codice civile e da quelle tributarie: ora invece, con l'eliminazione o la drastica riduzione del supporto cartaceo, assume un ruolo fondamentale in quanto la digitalizzazione delle attività di documentazione non distingue più un aspetto elettronico da uno cartaceo/materiale, ma tutto quanto è digitale è rilevante per acquisire i dati relativi all'attività professionale e d'impresa.
Da imprese e professionisti al fisco, anzi al cyberfisco, perché il passaggio dalla carta al bit non riguarda solo il lato "contribuente" ma investe notevolmente anche il lato "controllo", impersonato dall'Agenzia delle Entrate che ha il compito fondamentale di sottoporre a controllo le dichiarazioni dei redditi allo scopo di individuare l'imponibile o il maggior imponibile non dichiarato.
Con l'istituzione dell'Anagrafe Tributaria e con l'attribuzione del codice fiscale, il legislatore italiano ha creato una banca dati tale da consentire non solo un veloce controllo dei dati ivi immessi, ma anche attività di ricerca, analisi e studio dati ai fini di rendere il controllo più efficace e veloce.
Il DM 2004 e il D.Lgs. 52/2004 hanno costituito il punto più alto dell'evoluzione normativa che ha trasformato il fisco italiano, orientandolo da un approccio "carta, matita e calcolatrice" ad un approccio digitale e moderno, coerente con gli indirizzi comunitari e con quelli indicati dal Codice dell'Amministrazione digitale.
Possiamo parlare quindi di cyberfisco, intendendo con questo neologismo un fisco che, aggiornato su strumenti e procedure informatiche, elabora ed applica metodologie di controllo efficaci e nel rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente. Il cyberfisco però non è solo "attività di controllo" diretto delle dichiarazioni dei redditi: è anche "front office", ovvero organizzato allo scopo di fornire servizi all'utenza.
Il passaggio dalla carta al bit pone tuttavia rilevanti e delicate problematiche operative, influenti per esempio sulla valutazione delle immobilizzazioni immateriali costituite dal sw, sulla metodologia dei controlli, sulla valenza da attribuire alla documentazione digitale extracontabile, alla fattura elettronica elaborata violando il disposto normativo, per citare solo alcune delle problematiche di rilievo.
In conclusione si proporrà un "modello di condotta" per imprese e professionisti di fronte al cyberfisco, in stretta aderenza al dettato normativo e allo stesso tempo coerente con i valori tutelati dallo Statuto del contribuente, nella consapevolezza della necessità di assecondare l'evoluzione in senso telematico dei rapporti sia interprivati che con le pubbliche amministrazioni.

Target: il seminario è rivolto ad imprese e professionisti operanti nel settore dell'informatica per una breve illustrazione degli strumenti e delle metodologie informatiche in dotazione all'Amministrazione finanziaria, con annessa casistica. Lo scopo è quello di fornire linee guida di condotta sia per una corretta imputazione fiscale degli assets intangibili specificamente afferenti all'informatica, sia per una proficua gestione dei rapporti con l'Amministrazione finanziaria in caso di verifica. 

Allegati:

   
5952_Attanasio.pdf 
166.88KB